🌼 Siamo in piena estate.
È il tempo delle pause, delle vacanze, ma anche della riflessione. Si rallenta, si guarda indietro a ciò che è stato, si mettono a fuoco nuovi orizzonti, nuovi progetti, o semplicemente si cambia punto di vista. Anche io sto riflettendo, e, in questa newsletter vorrei condividere con voi un pensiero sul Tango – su cosa significhi davvero suonarlo, viverlo – e su cosa ci viene proposto oggi nel panorama musicale italiano.
🌼 Spesso, il Tango viene trattato come un prodotto da “spettacolarizzare”: luci, costumi, ballerini virtuosi (alcuni con una reale sensibilità musicale e coreografica, altri meno), ma la musica? La musica viene relegata in secondo piano, accompagnamento di contorno, a volte persino ridotta a uno o due musicisti sul palco, con i loro nomi scritti in piccolo sulla locandina. Eppure, ogni ballerino – anche il più talentuoso – balla sulla musica. Non può esistere uno spettacolo di Tango senza una colonna sonora viva, pensata, interpretata. La coreografia nasce dalla musica. È un dialogo inscindibile, quasi sacro. Eppure, sempre più raramente si vedono ensemble completi, quasi mai un’orquesta típica, cuore pulsante del Tango autentico.
🌼 Capisco bene le difficoltà economiche. Ma quando la qualità artistica passa in secondo piano per “risparmiare”, non è solo un taglio al budget: è un taglio all’anima dello spettacolo. Uno spettacolo di Tango con un ensemble vero, preparato, vissuto… cambia tutto. Rende tutto più credibile. Più potente. Più umano. E qui arriva un’altra riflessione.
🌼 Ho visto stagioni concertistiche proporre Piazzolla (e solo lui) con ensemble creati per l’occasione, spesso gruppi nati per altri generi musicali che decidono di inserire un “programma tango” nel repertorio. Magari virtuosi, magari ben eseguiti, ma… vuoti dentro. Senza quella pronuncia “porteña” che risuona nella pelle, senza il respiro della strada, senza il vissuto. Il Tango non si improvvisa. Il Tango si vive.
È malinconia e passione, riflessione e ironia. È poesia del quotidiano.
È corpo, ma anche anima. È un mondo, e, come tutti i mondi profondi, richiede tempo, ascolto, dedizione.
🌼 Con questo pensiero vi lascio, e vi auguro un’estate serena, piena di idee nuove e di sogni da realizzare.
E per salutarvi…
vi lascio con un video live del Quintetto: un piccolo assaggio del nostro modo di vivere e raccontare il Tango.
A presto,
Teodora

Il brano “Verano Porteño” è composto 1965. Il termine porteño fa riferimento agli abitanti di Buenos Aires, città natale di Piazzolla. In questo brano si respira tutta l’intensità dell’estate argentina: ritmi incalzanti, passione, malinconia e modernità si fondono in un linguaggio musicale unico.
Questa composizione, con la sua struttura libera e i contrasti dinamici, è un esempio perfetto del tango nuevo, lo stile rivoluzionario di Piazzolla che unisce il tango tradizionale con il jazz e la musica classica contemporanea. In questa versione eseguita dal vivo dal nostro Promart Tango Quintet, abbiamo cercato di restituire tutta la forza evocativa e la tensione drammatica del brano.
Il Video live | Verano Porteno – Astor Piazzolla

dietro le quinte – Auditorium Santa Maria in Gradi – Viterbo
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Promart Tango Quintet – Instagram
Le newsletter precedenti e curiosità su Tango potete trovare qui
Teodora Ristic è una pianista di Belgrado.
Vive in Italia da 25 anni ed è ideatrice e direttore artistico dei progetti “Histoire du Tango” e “Tango senza confine” anche divulgatrice di Musica del Tango (Patrimonio dell’ UNESCO dal 2009) dal 2010.
Vive a Campagnano di Roma ed è direttore artistico e docente di Promart Scuola di Musica (www.promartscuoladimusica.com ) e di Promart Tango Quintet.

Promart Tango Quintet
Daniele Ingiosi, bandoneon
Teodora Ristic, pianoforte
Monica Nicoara, voce
Cécile Bruned, flauto
Eugenio Carreri, contrabbasso
…saremo lieti di rispondere alle vostre domande, proposte e curiosità riguardo al Tango!
Con affetto,
Promart Tango Quintet
